News

Serie A. Forza Banega, genio e talento contro l’iper-tatticismo moderno

foto

 “Lo sport ai suoi grandi livelli è labilità, ma senza apostrofo. Immaterialità! Eccedenza pura! Il calcio somiglia alla musica: la musica può forse essere spiegata con la musica? No, così il calcio: non ha nemmen bisogno della Lingua per farsi intendere”.

Carmelo Bene amava, viveva per quell’atto puro, che eccede la Materia, disumano e celeste, che solo il calcio (e qualche altra rara disciplina) sa esprimere. Weah, per lui, era “shakespeariano”. Il maestro faceva riferimento a tutto ciò che il nuovo millennio ha appiattito con il termine “poesia”, decisamente sbiadito. C’è molto altro. A Carmelo Bene la moderna Serie A, degenerazione di un campionato che, già vent’anni fa, lui condannava senza rimpianti, non sarebbe piaciuta. Ma forse, se potesse un’ultima volta parlare su Tele+ con la sua rubrica “L’extra-ordinario del calcio”, ci racconterebbe degli eccezionali corpi di questo campionato non ancora morti. Della flebile fiammella a forma di pallone. E in cima alla lista ci sarebbe probabilmente Éver Banega, il jolly di Rosario approdato a Milano per ricostruire l’Inter.

 

 

Sarebbe il primo della classifica perché è Genio e Talento nello stesso istante. E soprattutto è l’assoluta anarchia che divora ogni sterile tatticismo. Nessuno sa dove piazzarlo – men che meno Frank De Boer -, ma tutti sanno che è elemento imprescindibile per la squadra. Banega si è finalmente consacrato con due stagioni di altissimo livello in terra spagnola, con il Siviglia due volte di fila vincitore dell’Europa League (indovinate chi faceva il leader?), e con mostruose prestazioni con la nazionale albiceleste (Lionel Messi ha ha recentemente affermato che “non c’è Argentina senza Éver”). Banega ha bisogno di essere il capo, di guidare non il reparto, ma l’intera squadra: per farlo ha bisogno di avere le spalle coperte, di avere bestioni – come M’bia – che fatichino per lui, che ha il compito di dettare ogni tempo, di traghettare la partita nella dimensione metafisica. Ogni società meriterebbe El Tanguito, il migliore architetto sregolato. E ogni allenatore sbaglia nel provare furiosamente a incasellarlo e rinchiuderlo in un ruolo, più simile a una gabbia. Éver Banega non ha neanche bisogno di assoluti fuoriclasse (vedasi Joao Mario) per ingranare – l’impaziente e terrificante “gazzettismo sportivo” già cerca, gretto, di capire invano che problema tattico abbia Banega, senza capire che l’argentino supera ogni modulo, vive in campo -, ma solo di fedeli alleati. E da folletto indecifrabile diventa gigante rivoluzionario, stravolgendo il calcio di routine. Può farlo perché ha il compito universale di essere il Genio senza posizione.

 

 

 

barbadillo.it


« TORNA

Banega Ever

Banega Ever
  • Squadra Attuale: Sevilla
  • Data di nasc.: 29/06/1988
  • Nazionalità: Argentino
  • Centrale o Centrocampista

 
borde
Compartir: Compartir en Facebook Compartir en Twitter Compartir en Linkedin
Seguinos en: Seguinos en Twitter Seguinos en Youtube Seguinos en Facebook Compartir en Linkedin Google+ Follow Me on Pinterest