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Marotta: "Scudetto alla Juve? Impensabile a inizio anno"

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L'a.d. bianconero: "Per noi sarebbe la realizzazione di una bella impresa, una cosa straordinaria. Non mi sento di crocifiggere i nostri attaccanti per i pochi gol segnati, ma Conte sta lavorando, in maniera certosina, anche su questo. Il Milan ha Ibrahimovic che è merce rara...". Caceres: "Centrale? Nessun problema"

Presupposto: Juventus imbattuta dopo 26 giornate di campionato, seconda in classifica a due punti dal Milan e quindi in piena corsa per vincere il campionato. In tutto questo, a due giorni dalla delicata trasferta di Genova e tre giorni dopo il complicato pareggio a Bologna, l'a.d. della Juve, Beppe Marotta fa il punto e sentenzia: "Dobbiamo lavorare di settimana in settimana e poi trarre le conclusioni. Siamo in un'ottima posizione per grande merito di tutti, della squadra, del tecnico e della società. Ma dobbiamo lottare ogni settimana per ottenere il massimo. Abbiamo dimostrato di essere competitivi e questo ci deve inorgoglire".      

 

ATTACCO SPUNTATO — In tutto questo quel che sicuramente va migliorata è la prolificità degli attaccanti bianconeri. Marotta: "Se guardiamo le statistiche abbiamo la seconda migliore differenza reti dopo quella del Milan, ma anche la miglior difesa e Conte pretende che le punte si sacrifichino anche nella fase difensiva, non mi sento di crocifiggere i nostri attaccanti per i pochi gol segnati, ma Conte sta lavorando, in maniera certosina, anche su questo. Il Milan ha Ibrahimovic che è merce rara, perché sono pochissimi i giocatori di questo tipo in circolazione. L'esempio più clamoroso è quello di Messi che fa la differenza in una squadra e in una società come il Barcellona di per sè grande. Bisognerebbe capire quali sono quelli disponibili e acquistabili e i top team guardano sempre con attenzione quest'aspetto".         

 

IMPENSABILE — Insomma bilancio positivo, non resta che vincere co Milan la lotta al vertice. Marotta . "Lo scudetto per noi sarebbe la realizzazione di una bella impresa, una cosa straordinaria e impensabile a inizio stagione, ma noi teniamo i piedi per terra, lavoriamo giorno dopo giorno, sapendo che dobbiamo lottare con le grandi, ma anche con le provinciali che in Italia rappresentano sempre una grande difficoltà. Col Milan la rivalità sportiva c'è sempre stata e ci sarà sempre, poi a livello politico c'è collaborazione sul piano delle riforme e nell'ultimo Consiglio di Lega sia il Milan sia la Juventus sono state parti attive nel proporre la nuova governance per il futuro del calcio. Il debito a bilancio di cui ha parlato la Gazzetta dello Sport? Nel nostro stato di indebitamento vanno considerati gli investimenti fatti per la costruzione dello stadio, un asset fondamentale per l'incremento dei ricavi. Oggi il calcio non è solo un fenomeno sportivo e sociale, è anche business, dobbiamo guardare anche alla competitività legata ai club esteri e alla Champions League che è un generatore di ricavi molto importante. Serve una politica sportiva che negli ultimi anni è mancata, un modello nuovo di contratti su flessibilità e rischio d'impresa che deve essere legato non solo ai club, ma anche ai calciatori, non ci devono essere solo bonus, ma anche malus. I giocatori guadagnano quando gli obiettivi vengono raggiunti e perdono quando si falliscono".


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