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La verità di Del Neri: "Pastore lo vedo bene nella Juve"

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La pioggia incupisce la giornata, la cappa su Vinovo è quasi lugubre, diametralmente opposta all’umore di Luigi Del Neri: «Ma adesso non iniziate con la storia che a Vinovo c’è troppa umidità, perché sta piovendo dappertutto! Perché, scusate, io con quella tesi non sono d’accordo, allora cosa doveva succedere alla Spal, al Parma, al Bologna... E’ questione di annate un po’ particolari e di altri fattori che incidono, come la velocità, lo stress, con le troppe partite... Volete sapere una delle ragioni per spiegare i tanti infortuni? L’estate. Una migliore programmazione estiva potrebbe essere decisiva in positivo. E non dico meno partite, ma certamente meno spostamenti. Meno viaggi uguale meno stress, lavoro più efficace in quelle tre/quattro settimane e gli infortuni diminuirebbero. E comunque quest’anno noi stiamo limitando molto gli infortuni muscolari. In proporzione ne abbiamo molti meno, sono tanti quelli trau­matici ».

17-11-2010 --  Perché?

 

«Vuole dire che è cambiata l’intensità di gioco e l’impatto. Questi infortuni da scontro dipendono dal fatto che la squadra dà molto in termini di agonismo e cattiveria in campo. Infatti abbiamo un impatto più forte alla partita e siamo anche un po’ sfortunati, perché tante volte un contrasto può andare bene e basta un niente per trasformarlo in un infortunio».  

 

 

Dopo quattro mesi e mezzo di lavoro, la Juventus è come l’aveva immaginata?

 

«Non voglio dire che siamo ancora un cantiere aperto perché non è così, ma siamo in evoluzione continua, nel senso che la squadra cresce, pur tenendo conto degli infortuni e degli impegni continui che rendono difficile il lavoro. Ma facciamo continui progressi: è indicativo, in questo senso, il miglioramento della difesa. Nella prima parte della stagione avevamo subito 9 gol in cinque gare, nelle ultime sette ne abbiamo presi solo 4. In termini di risultati, invece, potevamo avere 4 punti in più».  

 

 

Aquilani sembra aver fatto cambiare marcia al centrocampo. Impressione giusta?

 

«Sì, per quanto riguarda la qualità del piede, ma non è che quelli con i quali gioca sono meno importanti. E vanno elogiati anche quelli che giocano davanti a lui che sfruttano la sua grande qualità».  

 

 

Che idea si è fatto di Del Piero?

 

«Sta facendo il suo. Non gli abbiamo concesso tanto recupero ultimamente e lui ha dato dimostrazione di grande attaccamento alla maglia, del quale siamo molto contenti. Ma noi dobbiamo utilizzare i giocatori per quello che possono dare, senza nessun obbligo o priorità. Il gruppo prima di tutto».  

 

 

Pastore può trovare spazio nel suo 4-4-2?

 

«Certo, come seconda punta. E’ un giocatore fenomenale nel farsi trovare libero fra le linee, qualcosa di istintivo non glielo insegna nessuno. In qualche modo assomiglia a Cristiano Doni, potrei utilizzarlo come ho utilizzato lui all’Atalanta. In un 4-4-1-1 o, meglio, in un bel 4-2-4 con due ali vere».  

 

 

Caso Cassano: che dice?

 

«Io ho vissuto la mia esperienza con Antonio l’anno scorso e dopo quel “caso” il nostro rapporto è molto migliorato e ora ci sentiamo spesso. E’ un fuoriclasse, dove va fa la differenza. Certo è imprevedibile in tutti i sensi e noi in questo momento stiamo consolidando un discorso che va al di là del calcio, un discorso all’interno del gruppo e non vogliamo che ci sia niente che possa rompere lo spirito di squadra».

 

 

 

 

http://www.tuttosport.com/calcio/serie_a/juventus/2010/11/17-94154/La+verità+di+Del+Neri%3A+


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Pastore Javier

Pastore Javier
  • Squadra Attuale: Paris Saint-Germain
  • Data di nasc.: 20/06/1989
  • Naz.: Argentino / Italiano
  • Fantasista

 
borde
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