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Alvarez, mal di gambe e meraviglie. Così Ricky ha scalato l’Inter

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Faceva fatica a salire i gradini. Ora salta dalla gioia. Ricky Alvarez e la storia dell’allunaggio in casa-Inter: tempestosa subito, da montagne russe poi, sciolta e sorprendente ora. A tal punto che adesso ad Appiano Gentile sussurrano: «Nemmeno lui sa quanto è forte». Come dire: ne avete visto un po’, di Maravilla. Solo un po’. «Quanto sono vicino al mio vero standard? — disse lui dopo il Lecce — Devo migliorare, ma ci siamo quasi». Ci siamo quasi sì, partendo da un mal di gambe che gli faceva quasi venir da piangere.

Gambe da Pinocchio – Perché Ricky Alvarez di preparazione atletica ne aveva giusto sentito parlare. Poi, ecco l’Inter e il ritiro a Pinzolo: nelle prime due amichevoli – con poco lavoro nelle gambe – Ricky sgambetta da interno e da punta esterna di destra, usa destro e sinistro, insomma sembra che sia arrivato uno davvero buono. Poi, i giorni passano e lui si scontra nel lavoro duro e atletico che in Argentina così duro non è. E allora le gambe non rispondono, fibre che sembrano di Pinocchio, i gradini che diventano supplizi, torture. Via via Ricky si abbatte un po’. Vuole dimostrare e dimostrarsi capace, ma il cosiddetto ambientamento alle nostre abitudini calcistiche va così così. La testa è ancora da calcio orizzontale e leggero e senza pressing e rincorse. E gli esordi sono da paura.

 

 

Da trequartista è meglio – Perché Ricky vede la maglia-Inter per la prima volta a Palermo: sconfitta. Poi, ecco l’esordio in Champions contro il Trabzonspor: sconfitta, a San Siro. Debutti da piegare chiunque. Poco alla volta però cambiano tante cose, Gasperini lascia e Ranieri cerca di inquadrarlo: «Devo cambiargli il chip», dice il tecnico testaccino. Come dire: benvenuto in Italia, qui è un altro mondo e c’è un altro modo. Alvarez reagisce, fa una grande gara a Mosca dopo anche due tribune di fila, poi scompare e ricompare: segna a Trabzon il suo primo gol con l’Inter in Champions e contro il Lecce fa il primo in A oltre a un assist alla Sneijder. «Il ragazzo ha dei mezzi incredibili — ha detto Ranieri —. Si vede che, quando gioca centrale, ha davvero un qualcosa in più; quando invece è sulla fascia dovremmo cercarlo con più convinzione. Lui è nella fase del decidere che cosa deve fare da grande: ha qualità importanti, i mezzi ci sono e si deve impegnare ancor di più per cercare di realizzare il sogno, quello di sfondare definitivamente in una grande come l’Inter».

 

 

Professor Ranieri – Il tecnico che ha rimesso l’Inter nella corsia preferenziale del campionato lavora sodo su Ricky: gli martella la testa sull’intensità, sull’applicazione continua, sul guardare verticale, sul rincorrere un pallone perso, sull’insistere sempre, stare sul pezzo. Fa un po’ da psicologo, perché ne ha visti tanti e perché tanti ne ha «svezzati». «Ranieri — ha raccontato Alvarez a Inter Channel – mi parla sempre di come fare per poter migliorare, di come capire il calcio italiano, diverso dall’argentino: qui il gioco è più veloce e c’è meno tempo per pensare». Un altro esempio: «In Argentina chi sta davanti non difende mai ma adesso imparerò a farlo». Contro il Lecce s’è visto anche questo: lui che brucia l’uomo nello scatto breve, lui che vede profondo dando l’assist a Milito, lui che fa anche l’anarchico con costrutto per il campo, a destra, a sinistra, interno. E che torna a rincorrere un avversario. Ranieri e i compagni gli fanno un po’ da psicologi: e la «seduta» sta riuscendo.

 

 

Derby – E pensare che un anno e mezzo fa il Velez voleva darlo in prestito in Argentina: nessuno lo prese. Poi, Ricky tornò Maravilla dopo un infortunio, fino a vincere il Clausura 2011. L’Inter lo ha pagato così: 5,5 come fisso, più le tasse del 25% e insomma solo se arriverà a disputare 80 gare in maglia nerazzurra il costo finale sarà di 9,7 milioni di euro. Ricky vive con la sua famiglia, papà Carlos lo martella per farlo migliorare sempre, ieri ha giocato il Superclasico di beneficenza (regia di Zanetti) Argentina-Uruguay, è nazionale, ora sogna qualcosa di speciale. «Un gol nel derby? Sarebbe bellissimo, ci proverò». Ovvio, certo: ma oggi il fatto nuovo è che tutti sanno che può davvero riuscirci. Perché se ad Appiano dicono «nemmeno lui sa quanto è forte», beh, un motivo ci sarà.

 

 

 

calciosport24.it


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Alvarez Ricardo

Alvarez Ricardo
  • Squadra Attuale: Sampdoria
  • Data di nasc.: 12/04/1988
  • Naz.: Argentino/Italiano
  • Centrocampista di fascia sinistro

 
borde
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